Sogno + Senso Critico + Realtà...


Esiste una strategia definita "Imagineering", che prende come modello la forma mentis di Walt Disney. Secondo questa strategia esistono 3 personalità che quando raggiungono una perfetta armonia e integrazione portano alla realizzazione di grandi progetti e obiettivi. Esistono il Sognatore, il Realista e il Critico. Quando una o due di queste personalità prendono il sopravvento la creazione vacilla. La nostra società spesso scarseggia di sognatori e abbonda di critici e realisti, tuttavia il sognatore da solo non è sufficiente per poter rendere concreta un'idea o un pensiero. Il sognatore è concentrato sul cosa, ha una visione, si dirige "verso" ciò che sogna, ha una modalità di pensare a "lungo termine", vive nel futuro, fa riferimento continuamente solo a sé stesso e alle sue idee, e da pochissimo ascolto all'ambiente e agli altri. 
Il realista si focalizza sul come, è improntato all'azione, ragiona a breve termine, vive nel presente, ascolta i feedback che riceve dall'esterno e dall'ambiente. Il critico si chiede "perché?", utilizza la logica, non va verso un sogno, ma si allontana da ciò che non funziona o non gradisce, trova le falle e i punti deboli nell'idea che gli si propone, tiene conto sia del breve che del lungo termine nelle scelte, vive sia nel passato che nel futuro, è molto attento all'esterno e all'opinione di altri. 

Quando ognuna di queste 3 modalità di pensiero e comportamento trova il suo giusto spazio, tempo ed energia nella persona, quella persona probabilmente arriverà a rendere Reale il suo Sogno.



Chi è Temple Grandin?



Tu conosci la storia di Temple Grandin? Una donna geniale.

Si tratta di una professoressa dell'Università del Colorado, progettista di attrezzature per il bestiame e genio della musica. Ma non è questo l'importante da sapere. Fino ai 4 anni non ha parlato e le fu diagnosticato autismo, tuttavia la sua ipersensibilità a rumori e stimoli esterni e capacità di ricondurre tutta la sua percezione alla creazione di immagini visive le permettono di visualizzare in maniera precisa e perfetta particolari che ai più sfuggono, inoltre è in grado di cambiare posizione percettiva, cosa che l'ha aiutata nel suo lavoro di progettista di strutture per il bestiame, riuscendo a immedesimarsi negli animali che compiono i percorsi nei recinti. 

Come spesso capita nel caso dell'autismo, il contatto fisico è un qualcosa che la spaventava, terrorizzava, tuttavia per ovviare a questo handicap all'età di 18 anni si costruì una "macchina degli abbracci", dopo aver notato che nel ranch della zia, le mucche si calmavano quando venivano chiuse per alcuni istanti in un macchinario che le comprimeva ai lati.

"Grazie alla mia macchina degli abbracci ho migliorato il mio rapporto con gli altri, mi sento più calma e serena, e ho una maggiore sensazione di autostima dopo averla utilizzata." 

C'è gente "normale", che non abbraccia nessuno e non perché non ne ha paura... paura del contatto con gli altri.